le mie opere - 1 - Scriveresognare

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le mie opere
     LE   MIE   OPERE - 1
    

ZIO GIOVANNI      1 APRILE 1944


I tedeschi   vi hanno costretto
a scavarvi la fossa
prima di mettervi al muro
e fucilarvi
Avevi 19 anni.

 
Si è saputo solo adesso
dopo settant’anni
L’ho saputo solo ora
che ho i capelli bianchi
E da quel giorno
non faccio che piangere
La notte
sento nelle vene
il gelo della tua solitudine
e del tuo terrore

 
Vorrei sfidare
le leggi del mondo
Vorrei correre a ritroso
tra gli abissi del tempo
ritrovarmi vicino a te
quell’orrenda mattina
Per abbracciarti
Stringerti
Coccolarti
Come se tu fossi
Il mio bambino
E non lasciarti mai più
A costo di cadere
In quella fossa
Insieme a te.

agosto  2013










CERCA RIFUGIO NEL PASSATO


Cerca rifugio nel passato
e nelle tue piccole cose
Siamo solo ombre
siamo canne al vento
Siamo l'abisso spaventoso
dei ricordi
Cerca rifugio nel passato
e nelle tue piccole cose
per non diventare burattino
dentro teatri allucinanti
Per non diventare polvere
dentro uragani infiniti

Prenditi cura
di quel poco che hai
ama e rispetta
la tua umile vita
Non c'è niente
che sia più importante
Cerca rifugio nel passato
cercalo senza sosta
nelle grotte dei tuoi sogni
Solo lì
ritroverai la tua anima



agosto 14
IL TRAMONTO DELL’ OCCIDENTE


Nessuna luce all’orizzonte
Nessuna speranza negli occhi
Tutto va in fretta
verso la sua dissoluzione
Verso futuri ciechi
e senza volto.
Serrande chiuse
Miti ormai consumati
Parole diventate vuote e inutili

Solo i ragazzi
sono sempre allegri
Stringono forte il tesoro
della loro giovinezza
Ridono e si abbracciano
dentro vicoli bui

Noi, invece, noi
cosa siamo diventati
Solo relitti
persi alla deriva
Ci aggiriamo increduli
in mezzo alle macerie
In cerca solo di una nicchia
dove poterci nascondere
E salvarci
dall’uragano del Tempo

ottobre   14



LA TUA ANIMA STANCA



Quante cose devi ancora fare
prima di poter riposare
Quante cose dovrai ancora vedere
prima di poter chiudere gli occhi
Aver voglia di fermarsi
eppure dover continuare
Aver voglia di fuggire
eppure dover restare.

Com'è grande la tua anima, adesso
quant'è grande il tuo coraggio
Dalla tua triste prigione
puoi vedere le stelle
Non sai, non sai
in quali immensi cieli
stai volando

Essere soltanto
quello che sei
Lottare fino in fondo
lì, solo lì dove sei
Non c'è fortuna più grande
che nessun destino rovescerà
Non c'è ricchezza più grande
che nessuno ti porterà via

Non c'è luogo più dolce
dove cercare rifugio
I boschi infiniti
della tua anima stanca

               settembre 2014

PRIMAVERA


Le teste tagliate
La gente terrorizzata
Le donne stuprate
I bambini dilaniati
I profughi annegati
Le frontiere blindate
Il nostro mondo che sta crollando
Il gelo nelle vene
Non sapere cosa dire
nè cosa pensare

E la miseria umana
nei posti di lavoro
L'invidia, il cinismo
l'accanimento
Gli abusi di potere
il silenzio, il servilismo
Gli dei onnipotenti
La nullità
di chi non conta niente

Primavera
ma sei proprio tu
Sei di nuovo tornata
tu non ti arrendi mai
Non hai paura di niente
non vuoi sapere niente
Vuoi solo regalare
tutto quello che hai

Primaverea
sei di nuovo qui
Sei troppo bella
forse non sei reale
Voglio attraversare
il tuo specchio magico
e non tornare più
in questa realtà


luglio 15




    

 

 

SCHERMI  PIATTI

 

Labirinti
di acciaio e di vetro
congegni  perfetti
senza odore, né rumore
Schermi piatti
su cui la gente posa lo sguardo
Mondi inesistenti
Soli elettronici
pallidi sogni sui confini del nulla
Schermi piatti
da cui la gente non distoglie lo sguardo
mentre tutto, intorno,
sta crollando

 
Ci sarà un posto
sui confini del tempo
sui confini dei sogni
dove ancora vivono
le cose che ho amato
Le montagne verdi
di quand’ero bambina
L’odore della pioggia
mentre correvo sui prati
La mia gatta
che dormiva sul mio cuore
e se ne è andata un giorno
per non tornare più.
Portandosi via
tutte le mie lacrime
E il profumo del legno
e delle mie mani
sporche di segatura
E la mente piena
di tante cose da inventare
E il vento dell’estate
che faceva emozionare
e che tornava sempre
Portava i brividi del futuro
Portava  i brividi dell’amore

 
Pallidi lampioni
dentro notti infinite
Controlli perfetti
 a cui niente più sfugge
Schermi piatti
su cui la gente fissa lo sguardo
Schermi piatti
da cui la gente non distoglie lo sguardo
mentre tutto, intorno,
sta crollando

 
                                                                         novembre 13

 

 

 
                                        


  
                   
IL PRIGIONIERO


Non so da quanto tempo
sono dentro queste tenebre
Il tempo è frantumato
in mille gocce
che rimbombano sulla pietra
C'è solo una fessura nel muro
da cui i miei occhi
bevono avidi la luce
Brividi di ragnatele
e di topi, sulla pelle
Tra poco arriveranno
a portarmi pane e acqua
e mi picchieranno
come sempre

Ma di notte,
di notte
la mia anima vola
Sopra oceani in tempesta
e dolci colline fiorite
e distese infinite di neve
sul confine della sera
E piccole luci accese
nei villaggi
e risate di bambini
sulle strade azzurre

Loro lo sanno
sanno che la mia anima vola
e per questo
mi picchiano ancora più forte
Vogliono che dica
cose che non so
Vogliono che dica
cose che non voglio dire
Vogliono che implori
la loro pietà

Mi picchiano, fino
a farmi perdere i sensi
e allora la mia anima
ricomincia a volare
Tra corridoi di stelle
e abissi di galassie
e lente danze
di soli e lune di altri mondi

Non c'è più paura ormai
non c'è dolore
le mie ore
sono contate
Presto giungerà
il dolce Angelo della Morte
e porterà
la mia anima
sfinita
oltre le porte del Tempo



febbraio 14



DOLCI AMICI



Amici miei
ritornate dal passato, per favore
non ce n'è uno
che io abbia dimenticato
Ritornate, per lenire
la miseria del presente
Ritornate, così come siete
con i vostri volti invecchiati
con tutto il vostro dolore
Quanti abbracci
ci saranno ancora, lo so
E i nostri sogni
ancora lì
ancora lì ad aspettarci

Ce ne andremo insieme
in quella valle
dove sono le tombe
di chi non c'è più
Dentro quei tramonti
dove sono rimasti
tutti i loro sorrisi
E come ombre
intorno a un fuoco
loro saranno ancora lì
ancora lì ad aspettarci

Forse sarà quello
il paradiso
Sì, sarà solo quello
il paradiso
Restiamo svegli
restiamo svegli
restiamo svegli
dolci amici



marzo 14
   

IL TRISTE MONDO




Non ho ali per raggiungervi
lassù verso il sole
o laggiù, in fondo a quei fossi
dove gemete, vittime innocenti
Non vi sarò compagna
nel terrore del macello
o nel gelo dell'abbandono
Non sarò mai
la lingua che vi accarezza
il becco che vi pulisce
la zampa che vi scalda
il cucciolo che vi succhia
la mammella
Non conoscerò mai
i vostri segreti pensieri


Io appartengo alla razza
dei vostri aguzzini
Quella che si nutre
della vostra carne
Quella che vi uccide
per divertimento
La razza bastarda
che domina il mondo
Nessun mio gesto
potrà raggiungervi davvero
nessuna mia lacrima
potrà salvarvi
Altri mondi
altri destini
altre incarnazioni
Altre regioni
dello spazio e del tempo
Posso solo guardarvi
impotente
dietro il vetro dei miei occhi


Non posso che continuare
a camminare
in questi corridoi puliti
tra sguardi obliqui
e ferocia nascosta
Su binari perfetti
tra scenari scontati
muri di cemento
rumori sconnessi
L'ipocrisia della normalità
Non posso che continuare così
Io appartengo al triste mondo
degli esseri umani



                                                                                                          giugno 14
                                    

IL   PICCOLO BUDDA


Ho comprato un piccolo Budda
in un negozio di inutili cose
Mi ha attirato come una luce
non ho potuto resistere
Un piccolo Budda di vetro bianco
col viso dormiente
di un angelo bambino
L'ho messo sul comodino
vicino alla foto della mia gatta
L'ho pregato di proteggerla
ora che è persa per sempre
dentro boschi lontani
dove non potrò più raggiungerla


Mi commuove
quando la guardo
mi fa piangere lacrime strane
venute da chissà dove
Forse dolori e dolcezze
da troppo tempo dimenticate
So che mi proteggerà
il mio piccolo Budda
Forse darà un po' di pace
alle mie notti insonni


Ho comprato un piccolo Budda
in un negozio di inutili cose
Mi ha attirato come una luce
non ho potuto resistere




          marzo  2015











          IL  MARE
    

Il mare è il canto
delle cose più profonde
delle cose più semplici
delle cose più vere
Quelle che non hanno parole
nè discorsi
Quelle che esistono
sulle ali del vento
o nei teneri sospiri
della notte

 
Il mare ha la voce
di tutti i miei ricordi
Di tutte quelle cose
perdute per sempre
Il suo sale
disinfetta  ferite
che non potranno
mai guarire
Il mare è il regno
dei miei sogni più profondi
Quelli che non ricordo
quando arriva il mattino

 
Forse sarà la sinfonia
che ascolterò
quando varcherò i confini
di altri mondi


luglio 15

AMICI, CAMMINIAMO ANCORA

Amici, camminiamo ancora
in mezzo ai boschi
cantando vecchie canzoni
Dentro questo giorno
così luminoso
sull’orlo della notte
Amici, il mattino è così dolce
Solo un sogno, forse
dentro il buio del nulla
Il vento porta il profumo
dell’erba tagliata
Sarà un giorno
pieno di allegria
Sarà un giorno felice
sulle rive
dell’oceano del dolore
E stasera
prepareremo la cena
in quella casa
sopra un picco scosceso
Una piccola luce
affacciata
sull’abisso delle stelle
Amici, è tardi ormai
le stelle sono alte
e la candela è quasi spenta
Lasciatemi suonare ancora
una canzone
Lasciatemi rubare ancora un attimo
al destino
Quando stanotte
la morte verrà
ci troverà negli occhi
solo i prati dell’estate
LUGLIO 12


    
VISIONI DI NATALE
 

Gli occhi azzurri di una bimba
spalancati sui regali  
che, nella notte
Gesù Bambino ha portato
E mia madre che piange
dentro una vecchia stanza
Io voglio consolarla
ma lei mi manda via
e più mi respinge
più ho voglia di abbracciarla
In un incanto
di stelle e di neve
sommessi lamenti
di uccelli notturni  
E risate di bambini
mentre giocano felici
dentro strade di campagna
di cinquanta anni fa

 
La mia piccola gatta
che da tanto tempo
il buio ha portato via
è tranquilla sul divano
e si sta leccando il pelo
Ma quando cerco di toccarla
lei svanisce come un’ombra
Sul confine del dolore
lei per sempre svanisce
Una vecchia canzone
che mi è rimasta in mente
e le piccole luci
sui balconi e nelle case
mi fanno piangere
e non so perché
Ho voglia di piangere
e non so perché

 
Quanti animali abbandonati
moriranno di fame stanotte
Quanti esseri dimenticati
moriranno di freddo stanotte
E io ho voglia di spaccare tutto
E di non rispettare più niente
Ho voglia di spaccare tutto
dare fuoco a questa ipocrisia
Perché natale
è la festa più triste che ci sia
Perché natale
è la festa più crudele
che ci sia

dicembre 15


 


                                      FIOCHE LAMPADE
    
  
                      Più avanzi negli anni
                      e più ricerchi
                      i sentieri del passato
                     Lunghi viaggi
                     da cui è difficile ritornare
                     Fioche lampade oscillano
                     sul confine della notte
                     Illuminano debolmente
                     il sentiero da cui giungono
                     le ombre del passato
                     Non si placa mai
                     il mare in tempesta
                     dei ricordi
                    Tu non sai
                    quanti cieli tersi
                    ho ancora dentro
                   Quante lacrime
                    piante nel silenzio
                   Quanta musica
                    mi scorre ancora
                    nell’anima
                   Quanto è già grande
                    la mia voglia di morire
                   Quante grotte ho ritrovato
                   piene di diamanti
                   che non sapevo di avere
                   e che vorrei regalare
                   Quanti abissi di dolore
                   in cui ho solo voglia
                   di lasciarmi andare
               Più avanzi negli anni
               e più ricerchi
               i sentieri del passato
               Lunghi viaggi
               da cui è sempre più difficile
               ritornare
 
                        NOVEMBRE 13
          

                                           
         LA NUOVA ERA


Un mattino
mi sono svegliata
e strane bandiere
sventolavano nell’aria gelida
Le strade erano deserte
Strani cori sommessi
filtravano dalle finestre chiuse
Rumore bianco
dentro tutti gli schermi

Nell’ora x dell’anno zero
è iniziata la Nuova Era
Il Passato è morto
e niente sarà più come prima
Non si tornerà mai più indietro

Guai a voi, adesso
Guai ai vinti
Guai a voi, Vecchi
verremo a scovarvi
fin dentro le case
per farvela pagare
Non rimarrà pietra su pietra
di tutto il vostro mondo
Siamo noi i Padroni, adesso,
e da domani
tutto sarà diverso

Laggiù, all’orizzonte
già si celebrano Antichi Riti
sotto cieli lividi
Già nuovi Dei
esigono sacrifici di sangue
Un Golem di pietra
è portato in trionfo
dalla folla urlante

Nell’ora x dell’anno zero
è iniziata la Nuova Era
Il tempo si è spezzato
Gli orologi sono impazziti
Il mio cuore si è fermato
il mio volto è impallidito
Niente sarà più come prima
Nessuno sarà più come prima

aprile 13


    

    
RAGAZZI


Non so quali siano
i vostri sogni
Non so quali siano
i vostri miti
Non so quale sia
la vostra stella polare
perduta tra un milione
di altre stelle
Non so quale sia
la vostra vita
nelle stanze
di famiglie
permissive
a cui dettate
le vostre condizioni

O dentro dolori
troppo profondi
indicibili
Perduti per sempre
camminando sui binari
di una ferrovia

Non so come fate
a sopravvivere
tra pubblicità martellanti
e mondi virtuali
E le lame acuminate
del cinismo
Non so  se siete soli
come isole sperdute
o se vi ritrovate
sulle rive di fiumi
per me ormai invisibili

Io vi vedo solo
tra i banconi del laboratorio
un po’ bulli
un po’ impacciati
così fragili
così teneri
Vorrei solo darvi
quel poco che ho
Vorrei solo aiutarvi
un po’ a crescere

                           giugno  12

                
     
SARAI  SEMPRE  CON  ME


  Chissà se hai freddo
o se hai paura
o ti senti sola
dentro posti sconosciuti
    Se senti un po’ la mancanza
dei nostri discorsi
di tutto e di niente
per scaldare un po’ le sere
e tenerci compagnia


Come vorrei proteggerti
adesso, e consolarti
e accarezzarti, sai
Cose che non ho pensato mai
che non avrei fatto mai
a te che nascondevi sempre
la tua fragilità

E vorrei essere solo
un piccolo lume nella tua notte
O il vento, per portarti
al di là di quel velo
le voci  di chi
non potrà mai dimenticarti
E vorrei per un momento
varcare quella porta
per regalarti qualche piccola cosa
che potesse scaldarti il cuore

Gli alberi dell’autunno
piangono lacrime amare
su ciò che non tornerà
La pioggia scende
sul tuo nome
scritto su una pietra
L’unica cosa che so
è che sarai sempre con me
Io so che sarai sempre con me


novembre 2016     











           D0LCI    PARTIGIANI

                Dolci Partigiani
                a volte vi ho invidiati
               Voi che avete visto così chiaro
               il confine
               tra Bene e Male
               tra Verità e Menzogna
               tra Coraggio e Viltà
               Non come noi
               perduti solo
               dentro un limbo grigio
              senza tempo
               Voi, cresciuti troppo in fretta
               nella durezza dell’azione
               Noi, invece
               prigionieri solo
               di impotenti solitudini

            Poveri ragazzi
            povere donne
            povera gente
            senza importanza
            e senza gloria
            Non avete esitato un attimo
            a regalare la vostra giovinezza
            per non tradire il vostro cuore
            Tremanti
            animali di montagna
            braccati
            e affamati
           Stelle lucenti
           che la spettrale umanità
            non sa più vedere

             Grandi, grandi
             grandi come nessun altro
             è stato mai
            dentro il fiume fangoso
            della misera Storia
            Che la Luce vi accolga
            per sempre
            nel suo tenero grembo



                       aprile  17






  
  


“… Il 1° di Aprile 1944, con altri 13 compagni, furono fucilati in località Quagno, sulla strada provinciale di Melle – Frassino, dopo essere stati costretti a scavarsi la fossa. Erano tutti giovanissimi, non avevano più di vent’anni.


Iscrizione sul monumento ai caduti della Valle Varaita a Melle
"Quando i nuovi barbari strinsero l'Italia in una morsa d'oppressione e d'infamia queste valli non si arresero si rinchiusero tremarono soffrirono raccolsero il fiore della gioventù. Conservarono i valori civili dell'uomo e dalle loro braccia riaperte venne con i partigiani la liberazione"






                                             L'  IMPERMANENZA



  Dove sono finiti
tutti i miei amici
Tutti quei volti
tutti quei sorrisi
tutti quei discorsi
Quelle emozioni
quelle certezze
che sembravano così importanti
Dove sono
Le mie dolci montagne
e quei giorni lontani
radiosi di sole
Dov’è finita
la mia amata gatta
La sento piangere ancora
dentro abissi di buio
dove non potrò
mai più raggiungerla

Un vento furioso
strappa via le pagine
di mille calendari
Urla nel silenzio
di città in rovina
Cosa resta
cosa resta di noi
Restano i sogni perduti
Dolori senza consolazione
Resta la rabbia impotente
e un vuoto infinito
Resta un oceano
di inutili ricordi


                                                          MARZO   2016



LA   VITA     SPORCA  L’ANIMA


La vita  sporca l’anima
un giorno dopo l’altro
e l’innocenza è soltanto
un ricordo lontano
E l’odio diventa
il tuo unico rifugio
Un giorno ti accorgerai
che non ti è rimasto niente
se non il rancore

Cerca un punto di luce
dentro il buio infinito
uno stupido sogno, ancora
dentro troppa realtà
con le unghie strappa ancora
un momento di follia
dentro tutta questa inutile
saggezza

La vita spegne l’anima
un giorno dopo l’altro
e l’allegria è soltanto
un ricordo lontano
E il silenzio diventa
la tua unica voce
Un giorno ti accorgerai
che non ti è rimasto niente
se non il dolore

Cerca una goccia di bellezza
dentro lo squallore
sarà una piccola stella d’argento
   che brillerà dentro il buio
E il ricordo
di un giorno lontano di sole
in cui sei stata felice
perché  i tuoi occhi
sentano ancora
il calore delle lacrime

Chiudi gli occhi
chiudi gli occhi
non avere paura
Ritroverai, oltre il confine
tutto ciò che hai amato

                                                                 AGOSTO   16



L’INFERNO DELLE ANIME INNOCENTI


Non occorre essere Gesù Cristo
o dei santi
o degli eroi
per morire inchiodati a una croce
basta essere innocenti
basta essere fragili
Basta essere indifesi
Basta essere piccoli
Basta avere il cuore
buono e gentile
Basta essere miti
come agnelli
e non sapersi difendere
Basta essere tra i vinti
della storia
Nullità
che non hanno voce

Basta essere lontani
dalla congrega dei potenti
Quelli che umiliano
offendono
violentano
come se niente fosse
e non pagano mai
nessun conto
E hanno un esercito di servi
che modella il mondo
a loro immagine

Su terreni fertili
irrigati dal sangue e dal sudore
cresce la violenza della storia
Rovi contorti e neri
putridi
che, bruciati, non danno calore
Buoni solo per le fiamme
dell’Inferno
L’Inferno delle Anime Innocenti


luglio 13














PICCOLA       MIA



Piccola     mia
da quando te ne sei andata
la mia vita
non è stata più la stessa
Non so perché
Quanto dolore
quanto terrore
quanta amarezza
quanti pesi insopportabili
A volte ti sogno, sai
Sei perduta lontano,
in mezzo ai rovi
e io non posso
più raggiungerti

Piccola mia
da quando non ci sei
la mia vita è cambiata
e va alla deriva
ogni giorno di più
Certe volte vorrei
chiudere gli occhi
e riaprirli
in un mondo stupendo
dove tu  mi corri incontro
e ti posso tenere
ancora tra le braccia
Ricordo ancora, sai
il tuo tenero odore

E ritrovarci di nuovo
in quel bosco
dove vivevo
e la notte scintillava
di stelle e di lucciole
Dove tu eri libera
ma la sera ti chiamavo
e tu correvi
perché sapevi quanto ti amavo
e dormivi sul mio cuscino

In quel bosco incantato
sospeso nel tempo
tenerti tra le braccia
fino alla fine
del tempo





MAGGIO 17



                                                                          



                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                

                                                                                                                                                                   

                                                                        



    
Quando mi perdo, incantata, tra i boschi dell’autunno….
Quando cammino , come in un sogno, sui prati di alta montagna, abitati solo dal vento e dal silenzio, dove il ghiaccio accarezza i fiori e il cielo incontra la terra…
Quando, in certe sere scintillanti di primavera, rimango senza fiato davanti allo spettacolo sconvolgente del cielo stellato...

 
In quei momenti  è difficile credere che il mondo non abbia senso e che la vita non abbia valore.
Perchè  soltanto la Natura è lo specchio di una bellezza sovrumana, inconcepibile dalla nostra mente.
Abbiamo il dovere di amare e proteggere la Natura e tutte le sue meravigliose creature, più di qualunque altra cosa al mondo.
    



NONOSTANTE


Nonostante questo mondo
che sta andando alla deriva
Nonostante il pozzo nero della fine
dove tutto precipita
Nonostante le prigioni di pietra
senza uscita
Nonostante gli abissi senza  fondo
del dolore
Nonostante la voragine folle
della morte
Nonostante la sconfinata
abiezione umana
Nonostante l’ingiustizia
che sempre trionfa
Nonostante le bolge urlanti
in ogni strada

 
Dietro, dietro, dietro
dietro c’è la Luce
dietro c’è la Gioia
Dietro c’è la Pace infinita
Dietro c’è l’Eternità
impensabile

 
Altrimenti non ci sarebbe
il  Cielo stellato
che ti fa piangere
Altrimenti non ci sarebbero
i Boschi incantati
dell’autunno
e i Prati fioriti
della primavera
Non esisterebbero i Sogni
porte per altri mondi
Non esisterebbe l’Amore
inaudito miracolo

 
Trova la tua strada
qualunque strada
per attraversare l’Inferno
Qualunque mantra
qualunque ipnosi
qualunque formula magica
qualunque sortilegio
per fuggire
dai labirinti del Terrore

 
Dietro, dietro, dietro
dietro c’è Qualcos’Altro
Non può che essere così
Non può che essere così

 

 

 
DICEMBRE 17

 










IL SONNO DELLA RAGIONE


Non resta altro
che guardare le Stelle
Non le ho mai viste
brillare così tanto
E suonare vecchie canzoni
Sognare allucinazioni
In questa terra desolata
In questo lungo inverno
del Sonno della Ragione

Voglio buttare via
tutto quello che ho
e vivere in un bosco
Per ascoltare, la notte
il lamento dei gufi
e parlare con i Morti
Aspettare un segnale
lassù dalla montagna
per andare a combattere
e morire
come i Partigiani

Non c’è più altro da dire
Non c’è più altro da fare
Non c’è più altro da pensare

Solo offrire in dono
ai giorni che restano
questo cuore
fragile e stanco
Tremante
di paura
e di coraggio



SETTEMBRE 18



OVUNQUE  TU  SARAI


Forse  un giorno
ci troveremo a camminare insieme
tremando, tenendoci per mano
Dentro boschi silenziosi
bagnati dalla pioggia
e i colori estasiati
dell'autunno
Cadremo
nei corridoi dello spazio e del tempo
tre precipizi di ricordi
e di stelle morenti
Chissà dove
chissà dove
finirà il nostro viaggio

Ma oggi siamo ancora qui
in questo giorno splendente
di primavera
con i monti coperti
di foschia
e cieli urlanti
di stelle
Tremando, tenendoci per mano

Tesoro, il nostro amore
andrà oltre la morte
Ovunque tu sarai
io sarò con te


GIUGNO 18











NON  SIAMO  PIU'  NIENTE


Abbiamo i negri da odiare
e facce da spaccare
Abbiamo il “me ne frego”
e bambole da stuprare
Abbiamo i cori da stadio
e idoli da adorare

Abbiamo i cellulari
di ultima generazione
e il campionato di calcio
da guardare
Le nostre sacrosante
vacanze al mare
Facciamo soltanto
quel cazzo che ci pare

Abbiamo squisitezze
da divorare
e carne succulenta
da addentare
E vasi
per vomitare
Megafoni
dentro cui sbraitare
tutto e il contrario di tutto

Non abbiamo più ricordi
Non abbiamo fantasie
Soltanto allucinazioni
Non abbiamo più pensieri
Non abbiamo più vergogna
Non sappiamo più niente
Non ce ne frega di niente
Non siamo più niente

SETTEMBRE 18
























SIAMO IN GUERRA


Siamo in guerra
Anche se non ho armi
Anche se non vedo armi
Ma il mio sguardo è vigile
dentro quest’aria spessa
in questa calma surreale
Il mio sguardo è vigile
il mio cuore è in tumulto
il sangue
mi batte nelle tempie
Le mie mani tremano

Il mio cuore
pronto a scoppiare
il mio sangue a colare
la mia voce a gridare
La mia vita
a bruciare in sacrificio
Senza alcun dubbio

Qualunque cosa
qualunque cosa
per difendere le Terre
della Libertà e della Giustizia



NOVEMBRE 18





NON  E'  DOLORE
    

Moriremo tutti
un giorno come gli altri
E sarà come addormentarsi
Sul letto straziante
della nostra vecchiaia
O rapiti crudelmente
nella luce della giovinezza
Moriremo all'improvviso
o dopo lunga sofferenza
O solo chiudendo gli occhi
per non riaprirli più

Moriremo per disgrazia
Tra le macerie di una guerra
Offrendo il cuore al coraggio
o scappando come topi
Moriremo per incoscienza
o per troppa paura
Mentre godiamo la vita
o perchè siamo ormai
alla deriva









Moriremo domani
o fra cento anni
e sarà solo
come addormentarsi
No, non è dolore
E' immenso sollievo
E' la piccola fiamma della Vita
da proteggere con le mani

No, non è dolore
Sarà la fine del dolore
Pace infinita
e dolce Silenzio
Forse già ci chiamano
lontane, le voci
di chi abbiamo perduto
Al di là del confine
In un mare senza nome


NOVEMBRE 18















SOLO NELLA LOTTA


BASTA, BASTA, BASTA!
Restare attoniti
smarriti
davanti agli schermi ciechi
Scaricare mitraglie
di parole vane
contro i muri del nulla.
Precipitare
senza fine
dentro gli abissi del silenzio

PIANGI,PIANGI,PIANGI!
Dolci lacrime di tenerezza
ascoltando vecchie canzoni
Mentre nutri
piccoli uccelli
intirizziti dal freddo
Le tue lacrime
brillano come diamanti





Nelle città dell’odio
amerò gli indifesi
come non mai
Nelle città del terrore
urlerò a squarciagola
canti di resistenza
Nelle città del buio
cercherò la Luce
fino all’ultimo
l’ultimo giorno di vita

La tua vita
non è mai stata
così preziosa
come adesso

Solo nella lotta
solo nella lotta
troverai sollievo



                             NOVEMBRE 18















L’OROLOGIO DELL’APOCALISSE




Che mi frega dell’italia
della francia e della germania
della russia e dell’america
Che mi frega delle bandiere
che mi frega dei proclami
Siamo tutti esseri umani
in un granello di polvere
perso nell’infinito
Che mi frega della carne
ben incellofanata
dentro i supermercati
provenienza certificata
Siamo tutti esseri viventi
che provano dolore
in un granello di polvere
che non sa più dove andare

E la Scienza Esatta
che sentenzia
“Siamo niente
e niente torneremo”
E superstizioni oscure
mostri che escono
dalle tombe
la Supremazia Bianca
I Negri crocifissi ai pali
Animali terrorizzati
dentro foreste in fiamme.
E il boato assordante
di mille città
che stanno crollando
L’Orologio dell’Apocalisse
sta battendo il suo tempo




Nelle notti più limpide
vedo Orione e Sirio
e altre mille stelle
che soltanto immagino
E d’estate
vedo la Lira e il Cigno
e Vega, così brillante
lontano, troppo lontano
sogno di luce

E ho voglia di piangere
Ho voglia di piangere
ho voglia di piangere


   FEBBRAIO 19



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